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METALINGuistic sources for the knowledge
of ancient languages

PRIN. Progetto di Rilevante Interesse Nazionale

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Workshop

"Grammatization" and the Transmission of Grammatical Knowledge from Antiquity to the Middle Ages

Napoli, 3-4 aprile 2025
Programma e locandina

Incontri del PRIN

Otto Zwartjes
Université de Paris, Laboratoires d’Histoire des Théories Linguistiques
(UMR CNRS)

Foreign language documentation, teaching and learning in Missionary linguistic texts: two case studies from 17th century Mexico and China

Viterbo, martedì 2 maggio 2023
Locandina
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Workshop

Primo workshop del PRIN "Metalinguistic texts as a privileged data source for the knowledge of ancient languages"

Viterbo, venerdì 19 maggio 2023
Programma e locandina



progetto

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Metalinguistic texts as a privileged data source for the knowledge of ancient languages

**Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l’onore d’alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell’estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l’uve, e alleggerire a’ contadini le fatiche della vendemmia. Dall’una all’altra di quelle terre, dall’alture alla riva, da un poggio all’altro, correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde, alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e da qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell’acqua; di qua lago, chiuso all’estremità o piuttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l’acqua riflette capovolti, co’ paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra’ [p. 11 modifica]monti che l’accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch’essi nell’orizzonte. Il luogo stesso da dove contemplate que’ vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d’intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v’era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l’ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell’altre vedute.**

TEMI DELLA RICERCA

progetto.1676509855.txt.gz · Ultima modifica: 2023/04/24 12:28 (modifica esterna)